Mifid II e i sacchetti biodegradabili

Sono sempre più convinto che l’informazione in Italia giochi un ruolo fondamentale nel sensibilizzare o meno l’opinione pubblica su questo o quell’argomento. I mass media sono scientifici, chirurgici nel fornire ai lettori o ai telespettatori gli argomenti nel desiderato ordine di priorità.

Questo quello che sta succedendo in questi giorni:
ieri è entrata in vigore una delle più importanti riforme del mondo finanziario a livello europeo, una legge che prende il nome di Mifid II e che in altri Paesi dove l’informazione funziona davvero viene già denominata come una “rivoluzione”, in quanto è in grado di fornire ad un investitore “informato” molti più strumenti di difesa e di tutela, si propone di portare un grado di trasparenza mai visto in ambito costi finanziari; in pratica mette nelle condizioni un investitore di pretendere di sapere dalla Sua Banca o dal Suo consulente, in maniera dettagliata e comparabile, tutti i costi espliciti ed impliciti degli investimenti effettuati, e chi sono i soggetti ai quali sta pagando questi oneri.


In Italia, salvo poche eccezioni e salvo la stampa specializzata, la notizia ha avuto pochissimo risalto.
Enorme risalto invece viene dato al costo che saremo costretti a sostenere di 0,02 centesimi di euro per i sacchetti biodegradabili per la frutta. Non mi interessa se sia giusto o sbagliato pagarli, ma credo che sia pacifico che rispetto al mondo dei costi del mondo finanziario siano costi più contenuti!


Domani andremo a fare la nostra piccola o grande operazione di risparmio o di investimento, purtroppo troppo spesso totalmente ignari di quanto la stiamo pagando realmente, non sapendo che la legge ci consente di pretendere di conoscere tali costi e magari di fare di conseguenza delle scelte diverse; ma poi andremo al supermercato con il nostro sacchetto riciclato e ci sentiremo dei supereroi per aver fregato il sistema e godendo per aver risparmiato 2 centesimi di euro!!!

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