Gli insegnamenti del 2020 per gli investitori

Non è stato certamente un anno finanziario adatto ad investitori deboli di cuore: le borse mondiali hanno intrapreso percorsi tanto inattesi quanto ripidi, alle prese con il compito non facile di decifrare le conseguenze economiche di una pandemia mondiale. Oggi proviamo a tirare le somme di un anno così complesso, provando a evidenziare gli insegnamenti del 2020 per gli investitori. Lo facciamo come sempre con parole semplici.

C’è differenza tra economia e finanza

Probabilmente ti sarai chiesto “ma come è possibile che pur essendo ancora lontani da una risoluzione definitiva della pandemia globale il mondo finanziario ha registrato nel 2020 dei rendimenti positivi?“.

Per rispondere a questa domanda bisogna capire che c’è una grossa differenza tra il concetto di economia e quello di finanza. Senza entrare nei tecnicismi ci basti capire che se l’economia reale è una fotografia della situazione presente, il mondo finanziario prova invece a ipotizzare il futuro sulla base delle informazioni attualmente disponibili.

Pertanto se l’economia reale ha probabilmente vissuto uno degli anni più drammatici della storia recente, sul versante finanziario gli imponenti aiuti forniti dalle Banche Centrali, il permanere di tassi di interesse molto bassi e la notizia dell’arrivo dei primi vaccini hanno mantenuto acceso l’ottimismo.

Il mondo finanziario va molto più veloce che in passato

Il grafico degli indici azionari del 2020 è talmente tortuoso e altalenante che ricorda quello della Grande Recessione del 1929 sommato a quello della crisi delle dot.com dei primi anni 2000, il tutto compresso in 12 mesi. Se queste imponenti correzioni in passato duravano anni ed avevano bisogno di anni per essere recuperate, il 2020 ci ha insegnato che tutto può “consumarsi” anche in intervalli di tempo molto più brevi.

Il motivo ? Beh, anche il mondo delle transazioni finanziarie si è tanto evoluto, ed oggi il numero di transazioni che avvengono in un secondo è migliaia di volte superiore a quelle che avvenivano decenni fa. E poiché tantissimi computer nel mondo sono programmati per compiere la stessa operazione al raggiungimento di un determinato prezzo, le salite e le discese sono amplificate da questi movimenti sincronizzati.

Si può essere più furbo di un altro ma non più furbo di tutti gli altri

Mi piace molto questa frase di Francois de La Rochefoucauld. Avere la pretesa di prevedere il mercato, di anticiparne le direzioni vuol dire avere la presunzione di essere più furbo di tutti gli altri. Infatti il mercato finanziario non è altro che la sommatoria di tutti gli investitori del mondo.

Ebbene, come sosteneva giustamente il nobile francese, un investitore può essere più furbo di un altro investitore, ma non potrà mai essere più furbo di tutti gli altri investitori. Pertanto il mercato è e rimane, soprattutto nel breve periodo, assolutamente imprevedibile. Ed il 2020 ce lo ha ricordato in maniera impietosa, più di una volta, nel bene e nel male.

Parola d’ordine: diversificazione

Le nonnine lo sapevano bene: mai mettere tutte le uova nello stesso paniere! Altrimenti, mettendo un piede in fallo nel tragitto dal pollaio alla cucina queste finivano per rompersi tutte assieme e… la frittata era fatta!

Nel 2020 i settori azionari hanno avuto sorti molto diverse: quelli legati, ad esempio, al turismo ed alla ristorazione hanno avuto pesanti contraccolpi, mentre quelli legati all’intrattenimento domestico, alla comunicazione digitale e alla sanità hanno registrato andamenti molto positivi.

Il comparto obbligazionario ha avuto andamenti diversi legati soprattutto alla qualità dei soggetti emittenti (clicca qui per approfondire l’argomento) ed alla valuta di emissione dell’obbligazione.

Chi avesse investito la totalità dei suoi risparmi soltanto su alcuni settori, strumenti o Paesi, avrebbe potuto registrare sonore perdite, seppur in un anno mediamente positivo.

Il 2020 ci insegna che sarà sempre più importante, per una strategia di investimento di medio lungo periodo, avere un portafoglio molto diversificato. La diversificazione è infatti l’unico modo per abbassare il rischio complessivo del portafoglio di investimento.

Usciremo dalla pandemia, ma non saremo gli stessi che ci sono entrati

Ne sono convinto: dalle crisi nascono le migliori opportunità. Le crisi sono le stagioni migliori per mettersi a caccia di talenti e di nuove idee.

Il 2020 ha “costretto” diverse professionalità a doversi reinventare per sopravvivere; ha imposto nuovi modi di comunicare, nuovi stili di vita. Sono stati abbattuti tabù che sembravano insormontabili; è stato ridimensionato il concetto di lavoro “fisico”, di postazione di lavoro, di lavoro in presenza.

Il 2020 ha gettato le fondamenta per investimenti “green” e sostenibili in molte parti del mondo, innescando un processo di competizione virtuosa che mira alla salvaguardia dell’ambiente e dei diritti umani.

La pandemia finirà, ma il mondo che vi è entrato non esisterà più; ne uscirà un nuovo mondo, certamente diverso, auspicabilmente migliore.

Investire oggi vuol dire dare fiducia al nuovo mondo che sarà, che oggi non possiamo nemmeno immaginare.

Buon 2021 a tutti! Alla prossima.